Tenerezze.

Non ho avuto modo di dire a molti dei miei amici/conoscenti della situazione.
Mi sembra soprattutto sgradevole, se non li vedo da un po’, comunicare una notizia del genere via messaggio o via facebook. Faccio finta di niente, quando mi chiedono come sto dico che sto bene (che poi non è nemmeno una bugia).

Ieri son voluti venirmi a trovare due miei ex studenti. Facevo loro lezione quand’erano abbastanza più giovani, almeno 5 o 6 anni fa.
Ora sono dei pupazzini di 21 anni e fanno l’università.
La prima ad entrare dalla porta è stata Giugi. Mi ha detto, vedendo di sfuggita il cappello
Ti sei appena lavata i capelli?
E io ho risposto
No, non li ho in realtà. Vi devo dire una cosa, ma non angosciatevi!
A me scappava da ridere, loro hanno messo due faccine da bimbi piccoli, tutt’occhi. Quando ho detto che sto facendo la chemioterapia Giugi si è proprio messa a piangere col labbrino, una roba da morire col cuore in pezzi, mentre Matt è rimasto di granito, per una volta almeno da quando lo conosco senza sapere cosa dire.

Li ho tranquillizzati, si sono fatti spiegare la situazione, e abbiamo potuto prenderci il caffè serenamente.

Qualche ora dopo, mi è arrivato questo messaggio da Giugi:
S. scusa se ho reagito male, ma non me l’aspettavo proprio! Sono contenta di averti visto forte, d’altronde come sempre! Tu sì che sei una donna con le palle, cazzo! Ti voglio bene

Io, che in questo periodo ho le lacrime in tasca, mi sono ovviamente commossa. Ma il suo slancio d’affetto, così limpido, così pulito, quello sì, che mi ha fatto sentire forte, e in grado di affrontare qualunque cosa.

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