Epifania

Qualche giorno fa spiegavo a una delle mie bambine la poesia “Veglia” di Ungaretti.
La cosa davvero buffa è averla capita solo ora, dopo tanti anni che la spiego.

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

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