“Lo scoperchione”

Forse è vero quello che dice F.
Forse sono arrivata alla psicoterapia completamente pronta e priva di difese, perché sentivo di volerla e doverla fare per me.
Forse per questo, l’EMDR mi ha fatto effetto SCOPERCHIONE (così l’ho ribattezzato, neanche fossi un bel bidone dell’umido).
Se leggete la pagina wikipedia, ci sono pare delle controversie sulla tecnica.
Io non so, però con me ha fatto un bel rimestone.
Un frugare sul fondo con un bastone.

Forse per questo ho pianto tutto il tempo e sono uscita disintegrata.

La terapia mi sta smuovendo tante domande, non relative esclusivamente alla malattia, ma sicuramente riconducibili a come io stia affrontandola.
La rabbia che a volte provo per i malati, ad esempio. Quando li vedo troppo fragili, o addirittura quando li vedo come nobilitati dal male, come se fosse una spilla da appuntare al bavero.
La rabbia che provo per me stessa quando mi viene da piangere.
Mi sembra di essere un concentrato di contraddizioni, di cercare di comportarmi come dovrei senza sapere se è come vorrei.
Non si capisce nulla, vero?

Comunque penso che mi servirà. Al di là dell’elaborazione della malattia e della rabbia, mi sembra anche un buon momento per capire di me cose che ho sempre dato per scontate.
Per perdonarmi di non essere sempre stata perfetta e magari di essermi boicottata da sola.

Per capire cosa posso trarre di davvero positivo e non retorico da questa esperienza, anche se fa male, anche se non è facile.
Ma si fa. Piangendo un po’.

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