Notte in bianco e buoni propositi

Visto che una tosse fastidiosa, le vampate da enantone e una non meglio identificata inquietudine mi tengono sveglia, eccomi qui.

Partirò con qualche (inusuale) pensiero positivo. Ho concluso il 2013 con la mia penultima chemioterapia. Sono arrivata isterica perché l’oncologa si era sbagliata e non mi aveva prescritto l’emocromo completo, convinta che avrei dovuto rimandare. Odio profondamente la Biologica,  forse più di quanto abbia odiato la Rossa, eppure DOVEVO farla. La volontaria e le infermiere del day hospital hanno fatto i salti mortali, e ho potuto godermi le mie due ore di veleno vitale semiaddormentata in sala chemio (temo anche di aver russato un po’ ohibò).

Dov’è il pensiero positivo, direte voi. Beh, intanto ho abbracciato la volontaria. Io che odio tutti, che ho sempre odiato tutti. Forse non basterà,  come redenzione, ma è un inizio.

Il secondo pensiero positivo è anche il mio buon proposito per il 2014: non morire. Resistere. E pazienza se non mi entusiasmo per il buon andamento della terapia e ho la testa tutta all’intervento: vivrò, lo so, lo sento e tanto mi basta.

Se mi leggete, vi auguro lo stesso: di interstardirvi e di vivere ancora. Un giorno in più, un anno in più.

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