Sesso, adozioni, cose così

Dopo quello che le donne non dicono, abbiamo quello che gli oncologi non dicono (e che devi scoprire da te).

A volte, quello che gli oncologi non dicono avresti potuto immaginarlo da sola, con un briciolo di fantasia. La verità è che la fantasia meno parla meglio è, in queste condizioni, così ci troviamo di fronte al fatto compiuto.

Il fatto compiuto è ritrovarsi a 33 anni col corpo spento.
Non funziona più nulla.
Hai un marito bellissimo (per te lo è, per lo meno), sei giovane, eppure… niente.
Uno dei regali della cura ormonale, insieme ai peli superflui e alle vampate (grazie, oh, se ci mettevamo pure l’alitosi avevo fatto bingo).

La cosa divertente (diciamo così) è che poi torni dall’oncologa per il controllo trimestrale e lei ti chiede suggerimenti per le altre pazienti. Cioè, in sostanza ti chiede se riesci a far sesso, e come fai, e cosa usi, e come te va.
Se a qualcuno interessasse, uso questo e questo e, grazie a Ilaria e alla Valigia Rossa, la questione sesso non è più un problema (diciamo che per un lungo periodo lo è stata più psicologicamente che fisicamente, ma se il corpo non aiuta, la testa non si muove).

L’oncologa, dopo averti chiesto appunto come fai, ti cala dall’alto IL DOMANDONE.

IL DOMANDONE è
Avete pensato all’adozione?

Le possibili risposte sono:
1. No.
2. Proprio no.
3. Non ho capito.
4. Mortacci tua, che cazzo vuol dire “avete pensato all’adozione”? Mi hai appena detto che ho un endometrio perfetto! Mi hai fatto mettere il tessuto ovarico nel freezer! Come adozione?!

Ho optato per la 1, ma ho pensato la 4.
La verità è che non ho pensato all’adozione. Non ci ho pensato perché ho 34 anni e sono sposata da meno di tre, perché mi è stato detto che nonostante tutto avevo buone probabilità di rimanere fertile.
Dovrei aspettare altri 4 anni per scoprirlo.
Anche se il figlio che immaginiamo non sarà mai quello che avremo, l’adozione è tutto un altro discorso. Non so, forse ci fa sentire meno protetti da un sentimento d’amore naturale che invece siamo sicuri di provare per un figlio biologico (e sappiamo bene che non è mica detto).
Non avevamo pensato all’adozione perché eravamo convinti di non doverci pensare. Ed è comunque brutto vederla solo come un surrogato, come una maternità di ripiego, quando non dovrebbe esserlo. Non ci avevamo pensato perché adottare non è proprio un, due, tre, via!, ma è un percorso lungo e – spesso – faticosissimo.
Non ci avevamo pensato perché forse, intimamente, non ci sentiamo all’altezza di un compito tanto difficile.

Ci penseremo, questo è sicuro. Ma quello che faremo ancora non lo so.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s