Telefonate

Telefonate di ospedali che hanno tutti i tuoi dati sbagliati anche se vai lì da due anni quasi, e ti viene da ridere e dire che non sei tu, andrà qualcun altro a fare la preospedalizzazione, invece sei tu e non c’è possibilità di errore, anche se non sei nata il 19 agosto 1981 e hai un secondo nome che loro dimenticano sempre.

Lo sai che ti chiamano, che cazzo ti piangi, cretina, non fai che piangere, sei una lagna insopportabile. 
Una parte di me mi tratta molto male. È la parte che ha sconfitto il cancro a mani nude. Dice lei.
Un’altra parte di me parla con la voce di mia madre, e mi dice
L’hai voluto tu, no?
Ed è difficile spiegare e spiegarsi che una cosa che parla come una scelta, si veste come una scelta, si pettina come una scelta e profuma di scelta, a volte tanto scelta non è.
Poi c’è Bambina Spaventata. Vi eravate scordati di Bambina Spaventata? Ovviamente non ha smesso di urlare, è solo più fioca. La sua litania è morireinanestesiamorireinanestesiamorireinanestesia. Bambina Spaventata non è nota per la lucidità con la quale guarda alle cose.

Poi ci sono io, che sono tutte queste cose. Che disprezzo la mia paura ma la sento passarmi nelle vene. Che mi picchierei, e poi piangerei di nuovo. Che mi nasconderei nel letto, aspettando l’abbraccio di mio marito.

E alla fine, proprio perché sono io, invece mi vestirò troppo leggera, metterò in faccia il sorriso delle grandi occasioni, e andrò a fare prelievi, lastre, spirometrie, ecg, anamnesi, senza pensare a quel che verrà dopo.

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